Unisa Orienta Experience ,la cui attività è stata espletata attraverso le 15 ore di orientamento suddivise in 5 moduli:
-3 presso l’istituto nelle date 15/12/2025, 16/01/2026,20/01/2026;
-1 presso l’Ateneo in data 11/12/2025;
-1 online;

"Essere resilienti significa trasformare un muro in un gradino per salire più in alto."
Unisa Orienta Experience ,la cui attività è stata espletata attraverso le 15 ore di orientamento suddivise in 5 moduli:
-3 presso l’istituto nelle date 15/12/2025, 16/01/2026,20/01/2026;
-1 presso l’Ateneo in data 11/12/2025;
-1 online;

LV8 Missione Futuro di Next Level ETS (fondazione Vodafone) è stata progettata per accompagnare gli studenti nella scoperta delle proprie potenzialità e nello sviluppo di competenze trasversali necessarie per le sfide del futuro . Il percorso si è articolato in diverse fasi, attraverso sessioni guidate da esperti esterni con attività di apprendimento autonomo. Una parte centrale del progetto è stata dedicata al superamento di 8 livelli formativi , al fine di testare e consolidare le conoscenze acquisite. Il percorso ha previsto 3 incontri presso l’Istituto nelle date 09/12/2024, 24/03/2025, 28 /03/2025 e 16 ore, attraverso le quali noi studenti in autonomia abbiamo completato gli ultimi livelli.

Introduzione ed Epidemiologia
Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) comprendono principalmente la Rettocolite Ulcerosa (RCU) e la Malattia di Crohn (MC). Si tratta di patologie immunomediate a decorso cronico-ricorrente, caratterizzate dall’alternanza di fasi attive e fasi di remissione clinica. Il picco di esordio clinico si colloca tipicamente tra la seconda e la quarta decade di vita, tra i 15-40 anni, impattando profondamente individui nel pieno della loro crescita scolastica, sociale e lavorativa.
L’Eziopatogenesi Multifattoriale
L’esatta causa delle IBD rimane parzialmente sconosciuta, ma la comunità scientifica concorda su un modello patogenetico multifattoriale. La malattia si sviluppa a causa di una risposta immunitaria aberrante e incontrollata nei confronti del microbiota intestinale, scatenata da fattori ambientali in soggetti geneticamente predisposti.

La Predisposizione Genetica
Gli studi di associazione genome-wide (GWAS) hanno identificato oltre 200 loci genici associati al rischio di sviluppare IBD. Molti di questi geni regolano l’omeostasi immunitaria, il riconoscimento batterico e l’autofagia:
• NOD2/CARD15: Il primo gene identificato, codifica per un recettore intracellulare che riconosce i componenti della parete cellulare batterica. Le sue mutazioni compromettono la capacità delle cellule di Paneth di secernere peptidi antimicrobici;
• ATG16L1 e IRGM: Geni implicati nell’autofagia, il processo con cui le cellule eliminano i patogeni intracellulari;
• IL23R: Gene che codifica per il recettore dell’Interleuchina-23, una citochina chiave nel differenziamento dei linfociti Th17, promotori dell’infiammazione.
In condizioni di salute, la barriera intestinale è impermeabile grazie alle giunzioni serrate e a uno strato di muco protettivo. Nelle IBD si verifica un aumento della permeabilità intestinale.
A questo si associa la disbiosi: una drastica riduzione della biodiversità microbica, con calo dei batteri protettivi e antinfiammatori e aumento di batteri potenzialmente patogeni . I batteri riescono così a superare la barriera mucosa, penetrando nella tonaca propria.
Una volta che gli antigeni batterici superano l’epitelio, le cellule presentanti l’antigene (APC) attivano i linfociti T, innescando una cascata infiammatoria massiva.

Diagnostica Differenziale: RCU vs Morbo di Crohn
• Nella Malattia di Crohn, la risposta è prevalentemente guidata dai linfociti Th1 e Th17, con un’iperproduzione di Interleuchina-12, Interleuchina-23 e TNF-alfa.
• Nella Rettocolite Ulcerosa, il profilo immunologico è mediato da una risposta atipica di tipo Th2, caratterizzata dalla produzione di Interleuchina-5 e Interleuchina-13, che esercitano un effetto citotossico diretto sulle cellule epiteliali.
Nonostante entrambe condividano la matrice infiammatoria , dal punto di vista anatomopatologico ed endoscopico mostrano differenze sostanziali:
-La prima grande discrepanza risiede nella localizzazione e nell’estensione delle lesioni lungo il tubo digerente. La Rettocolite Ulcerosa è una patologia rigorosamente limitata al colon e al retto; le sue lesioni si sviluppano in modo continuo, partendo quasi sempre dalla mucosa rettale per poi risalire, nei casi più estesi, verso il colon prossimale.
Al contrario, la Malattia di Crohn può colpire potenzialmente qualsiasi segmento del tratto gastrointestinale ,dalla bocca all’ano,mostrando una predilezione per l’ileo terminale (l’ultima parte dell’intestino tenue) e il cieco. Le lesioni del Crohn non sono continue, ma si presentano “a macchia di leopardo” , alternando ampie zone di mucosa completamente sana a segmenti gravemente infiammati;
-Un altro elemento cruciale di differenziazione riguarda il coinvolgimento della parete intestinale, visibile sia all’esame endoscopico sia a quello istologico. Nella Rettocolite Ulcerosa l’infiammazione è prettamente superficiale: interessa esclusivamente la mucosa e la sottomucosa.
La Malattia di Crohn, invece, è caratterizzata da un’infiammazione di tipo transmurale, il che significa che il processo infiammatorio attraversa l’intero spessore della parete intestinale, dalla mucosa fino alla sierosa esterna;
Infine,anche l’impatto di alcuni fattori ambientali e comportamentali differisce drasticamente tra le due patologie, come nel caso del fumo di sigaretta. Questa abitudine rappresenta uno dei più potenti fattori di rischio per la Malattia di Crohn, associandosi a decorsi clinici più aggressivi, a un maggior tasso di recidive e a una minore risposta ai farmaci. Sorprendentemente, nella Rettocolite Ulcerosa il fumo esercita un ruolo quasi “protettivo”: non è raro, infatti, che la RCU esordisca clinicamente proprio nei mesi successivi alla scelta del paziente di smettere di fumare, un paradosso biologico tuttora oggetto di studio da parte degli immunologi.

Come vengono diagnosticate le MICI ?
La diagnosi delle MICI non si basa mai su un singolo test, ma richiede un approccio combinato e multidisciplinare, volto a escludere altre patologie e a definire l’esatta estensione dell’infiammazione.
Gli esami principali comprendono:
–Esame delle feci, in cui vengono valutati i livelli di calcoprotectina fecale, un marcatore altamente specifico per l’infiammazione della mucosa intestinale;
–Esami del sangue, i quali evidenziano indici di infiammazione generale (come VES,PCR ed Emocromo) e lo stato di anemia;
–Esami Endoscopici ,come Rettoscopia e Colonscopia con biopsia, attraverso i quali avviene la visione diretta delle lesioni superficiali nella RCU o di quelle “a macchia di leopardo” nel Crohn, permettendo il prelievo di campioni di tessuto per l’esame istologico;
–Diagnostica per immagini, come l’ecografia delle anse intestinali, la Risonanza Magnetica (Entero-RM) e la TC , in cui è possibile studiare i segmenti dell’intestino tenue non raggiungibili dalla colonscopia e rilevare complicanze transmurali come stenosi o fistole.

Manifestazioni Cliniche
I sintomi variano a seconda della patologia:
• RCU: Diarrea ematica (presenza costante di sangue e muco), urgenza fecale, tenesmo rettale e dolori addominali crampiformi prima dell’evacuazione;
• Crohn: Dolore addominale cronico (spesso localizzato alla fossa iliaca destra, simulando un’appendicite), diarrea non necessariamente ematica, calo ponderale marcato e febbre.
Complicanze
• Sistemiche/Extraintestinali: Fino al 40% dei pazienti sviluppa manifestazioni al di fuori dell’intestino, tra cui spondiloartriti, uveiti, eritema nodoso e la Colangite Sclerosante Primitiva.
• Anatomiche: Il Crohn può portare a stenosi (restringimenti che causano occlusioni) e fistole (canali infiammatori che collegano l’intestino ad altri organi o alla cute).
La RCU severa può degenerare nel Megacolon Tossico, una dilatazione acuta del colon che rappresenta un’emergenza chirurgica. Sul lungo termine, l’infiammazione cronica di entrambe le patologie aumenta il rischio di adenocarcinoma colon-rettale.
Approcci Terapeutici Moderni
Non esistendo una cura debellante, l’obiettivo terapeutico attuale è la remissione profonda.
1. 5-ASA (Mesalazina): Antinfiammatorio topico, pilastro della terapia nella RCU lieve-moderata.
2. Corticosteroidi: Utilizzati per spegnere le fiamme delle riacutizzazioni acute, mai come terapia di mantenimento per via degli effetti collaterali a lungo termine.
3. Immunomodulatori : Utilizzati per mantenere la remissione nei pazienti steroido-dipendenti.
4. Farmaci Biologici e Piccole Molecole: Rappresentano la rivoluzione terapeutica. Includono gli anticorpi anti-TNF-alfa, gli anti-integrine, gli anti-IL12/23 e gli inibitori delle Janus chinasi, una famiglia di enzimi intracellulari fondamentali per la trasmissione dei segnali infiammatori e immunitari.
5. Chirurgia: Nella RCU, la proctocolectomia totale con anastomosi ileo-anale è considerata curativa dal punto di vista intestinale. Nel Crohn, la chirurgia è conservativa ed è riservata alle complicanze, poiché la malattia tende a ripresentarsi nei segmenti residui.

Il benessere nutrizionale
L’alimentazione per chi soffre di Rettocolite Ulcerosa o Morbo di Crohn dipende radicalmente dallo stato della malattia: se si è in una fase attiva o in una fase di remissione .
Inoltre, la nutrizione non serve solo a non stare male, ma è una vera e propria parte della terapia per contrastare la malnutrizione, un problema frequente,soprattutto nel Crohn, a causa del mal assorbimento dei nutrienti.


Chi soffre di IBD deve controllare gli esami del sangue almeno una volta all’anno per intercettare alcune carenze tipiche:
1 Ferro: Il sanguinamento intestinale cronico o il malassorbimento causano spesso anemia;
2 Vitamina D e Calcio: Fondamentali, soprattutto per chi deve fare cicli di cortisone, farmaco che purtroppo indebolisce le ossa;
3 Vitamina B12 e Acido Folico: Spesso carenti se il Crohn colpisce l’ultimo tratto dell’intestino tenue.

Poiché la tolleranza ai singoli alimenti è estremamente soggettiva, lo strumento migliore è tenere un diario alimentare. Trascrivere cosa si mangia e i sintomi avvertiti nelle ore successive aiuta, insieme a un gastroenterologo e a un nutrizionista esperto in MICI, a costruire una dieta su misura e che risponda a tutte le esigenze del paziente.

Considerazioni Finali
Scegliere di portare le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali come tema del Capolavoro non risponde solo a un interesse scientifico per l’incredibile complessità biologica del nostro secondo cervello.
Per me, questa ricerca rappresenta un ponte tra la teoria medica e la mia realtà quotidiana, poiché io stessa sono affetta da Rettocolite Ulcerosa.
Vivere con la RCU significa convivere con una patologia tanto debilitante quanto invisibile agli occhi degli altri. Significa imparare ad accettare l’imprevedibilità del proprio corpo, gestire il dolore, la stanchezza cronica e le rinunce che le fasi attive impongono, mantenendo allo stesso tempo viva la determinazione nel perseguire i propri progetti di vita.
Un momento di straordinario valore collettivo è rappresentato dal 19 maggio, la Giornata Mondiale delle IBD (MICI), un’occasione in cui le comunità di tutto il mondo si uniscono per rompere il silenzio e la solitudine dei pazienti. In questa data, monumenti e istituzioni si accendono di viola, il colore simbolo delle IBD: questa tonalità nasce dalla combinazione del blu(che richiama la stabilità e la ricerca medica) e del rosso (che rappresenta l’energia e la passione), diventando l’emblema della forza, della resilienza e dell’unione della comunità dei malati. Proprio il 19 maggio 2024 il Comune di Poggiomarino si è illuminato di viola per esprimere la propria solidarietà alle persone affette da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali e sostenere la campagna di sensibilizzazione su queste patologie.
La stesura di questo lavoro acquisisce così il valore di un vero e proprio Capolavoro di resilienza. Trasformare la vulnerabilità di una diagnosi cronica in una fonte di conoscenza e consapevolezza scientifica è il mio modo di dimostrare che la malattia può condizionare le mie giornate, ma non definirà mai chi sono o dove posso arrivare. Questa presentazione è la testimonianza che la biologia e la medicina non sono concetti astratti chiusi nei libri, ma strumenti vitali per comprendere noi stessi e superare le nostre sfide più grandi.

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L’anno scolastico 2024/2025 ha segnato l’inizio del mio percorso formativo FSL – Scuola con curvatura biomedica. Si tratta di un progetto nato per offrire a noi studenti l’opportunità di approfondire da vicino il mondo della medicina, della biologia e delle professioni sanitarie. Attraverso attività sia teoriche sia laboratoriali, ho potuto sviluppare competenze scientifiche più solide, ma soprattutto la capacità di osservazione e lo spirito critico.
Il cuore di questa annualità è stato rappresentato da 18 ore di incontri formativi presso l’Ordine dei Medici, che mi hanno permesso di entrare in contatto diretto con la realtà professionale e deontologica della sanità.
Inoltre, ho partecipato ad incontri online organizzati dall’Università Federico II nel progetto Orientalife.
All’interno di questo quadro, ho anche preso parte a un’importante esperienza esterna di forte valore culturale: una gita di istituto in Toscana. Questo viaggio, svoltosi al di fuori della curvatura biomedica, mi ha permesso di scoprire città d’arte come San Gimignano , Firenze, Pisa, Siena .


Nel corso dell’anno scolastico 2025/2026, il percorso biomedico si è ulteriormente ampliato grazie a collaborazioni universitarie di altissimo livello:


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